È come andare al cinema e pagare un biglietto per vedere un film già visto della durata di 2 ore, in cui alla fine il protagonista uccide tutti i cattivi ma lo fa negli ultimi 3 minuti di pellicola e per i restanti 117 minuti, ti sei fatto una palla pazzesca.

Le partite della Juve di Allegri sono sempre tutte così. Anche quelle in cui dominava i campionati nei 5 dei 9 anni di predominio bianconero, quando in Italia si costruiva il lento declino del calcio italiano nei palcoscenici internazionali.

Le 2 finali di Champions perse ne sono la prova. Due finali perse su 3. Due finali buttate al vento in 2 anni.

Andare allo stadio e pagare un biglietto per guardare uno scempio tale è roba da masochisti. Un po’ come quelli che si fanno frustare per raggiungere un orgasmo. Alla fine, ciò che conta, è raggiungere l’orgasmo e non importa se ogni volta te ne torni a casa con la schiena fracassata dalle cicatrici perché lo scopo di un amplesso sessuale, è ciò che avviene alla fine, in quei 30 secondi.

Ovviamente questo è ciò che ritiene quella categoria di persone sessualmente impotenti, che per gustarsi quei 30 secondi, appunto, accettano una più lunga sadica tortura.

Le partite delle squadre di Allegri, non sono né più né meno, che un lento, triste, penoso, squallido, agonizzante, sadomasochista rapporto sessuale, con l’incognita che non sempre alla fine ti godi i tuoi 30 secondi di gloria.

Agli impotenti, non importa il profumo della pelle del partner durante l’amplesso. Agli impotenti non importa la carezza sulla pelle, non il bacio sul collo, o le dita che sfiorano la schiena. Agli impotenti non interessa il gioco splendido dei preliminari. No! Agli impotenti importa solo di quei 30 secondi!

Nello sport, è più o meno lo stesso. C’è quella parte di tifosi, buona parte di tifosi, a cui non interessa il viaggio, il percorso attraverso il quale si può, o non si può, arrivare a quei 30 secondi finali e se non arriva il risultato, puoi sempre dire “vabbeh, ma è stato bello da vedere”.

Sono gli Impotenti sportivi. Quelli disposti a farsi fustigare per 90 minuti pur di portare a casa il risultato. Disposti a sopportare 90 minuti di pura sofferenza per poi poter dire, quando va bene, “abbiamo vinto”.

Quelli a cui, ovviamente, non interessano i preliminari ma solo il finale. Non il viaggio ma solo la destinazione.

Tutti gli altri invece, a sperare che passi, di nuovo, questo periodo del peggio calcio che la Juve abbia mai messo in campo. Questo periodo in cui, un allenatore incapace come Allegri, possa essere definito uno dei migliori allenatori della Serie A.

Un giorno torneremo a divertirci… forse.

Per aspera ad astra

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