Un’altra volta qui a discutere sul rigore si-rigore no a favore della Juve.

Il problema principale, ogni volta che viene fischiato un penalty a favore dei bianconeri, per i tifosi, è come se si partisse da una franchigia del meno 20%. Ossia, se per una squadra normale ci vogliono 100 punti per assegnare un calcio di rigore, per la Juve ce ne vogliono 120.

Anche in casi dove le circostanza sono mediamente inconfutabili, per la parte della critica non bianconera, il rigore diventa concedibile ma non troppo, netto ma non troppo, inevitabile ma non troppo.

Alla fine il match con la Fiorentina racconta una valanga di numeri che certificano il risultato finale, 3 a 0 per i bianconeri, con 8 tiri nello specchio contro i 5 della Viola. 70% di possesso palla contro il rimanente per la Viola. 10 calci d’angolo a 5. 591 passaggi completati contro i 164 della Viola. 104 azioni d’attacco, di cui 40 definiti pericolosi, della Juventus contro i 30 della Fiorentina (14 pericolosi).

L’unico numerico a favore della Fiorentina è quello relativo ai cartellini gialli: 4 a 1 per i toscani.

Manca un terzo rigore a favore della Juve nel placcaggio di Igor ai danni di CR7 non visto e sanzionato ne dall’arbitro ne dal/dalla VAR.

Protestano tutti, dal quasi commosso Commisso, ai tifosi d’ogni dove. Quelli del Napoli protestano sempre per cui ormai se la piangono e se la ridono (più la prima) da soli. Quelli dell’Inter che già hanno dimenticato il fallo da rigore di Lautaro contro l’Atalanta.

Insomma, gridano tutti allo scandalo e mentre tutti gridano e piangono, la Juve vince e va avanti.

Forse bisognerebbe spiegare a molti che le partite si vincono giocando e non piangendo!

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