Non ne parla più nessuno delle idee rivoluzionarie di Pirlo. Ne sentite ancora parlare? Se ci provasse oggi qualcuno, gli riderebbe in faccia. I disastri che queste “idee” hanno fatto alla Juventus, non si contano ormai più.

Non si sa da dove cominciare. Sono così tante le cose che non vanno in questa Juve che elencarle tutte è impossibile. Forse però, sono tutte riconducibili ad un unico responsabile: Paratici!

Il declino bianconero è iniziato con l’addio di Marotta e con la conseguente sua sostituzione con Paratici. Il primo passo falso forse, è proprio il pomo della discordia: Cristiano Ronaldo.

L’operazione di mercato che forse ricorda quella del passaggio di Maradona al Napoli, ma con effetti catastrofici al contrario di quella del Pibe de oro.

Ronaldo accasato in bianconero per dare l’assalto definitivo alla Champions, si è trasformato nella peggiore operazione tecnica, non certamente commerciale, che la Juve potesse fare.

Per aggiudicarsi CR7, infatti, la Juventus ha dovuto cedere alle plusvalenze e rinunciare a Moise Keen e Kingsley Coman, due calciatori giovanissimi più che semplici promesse, divenuti fuoriclasse in squadre assai più blasonate della vecchia signora.

Un compenso di 60 milioni lordi all’anno che hanno costretto Paratici, appunto, a riempire la Juventus di parametri 0 che alla fine quasi tutti, se non tutti, hanno giustificato il loro non rinnovo con i vecchi club.

E poi, la ciliegina sulla torta, l’ingaggio di Andrea Pirlo come tecnico.

Uno scolaretto, dai voti buoni, assunto come professore ma palesemente inadatto ancora al ruolo di mister.

Quest’anno la Juve ha da subito dimostrato di non essere all’altezza delle grandi, pareggiando in casa col Crotone, col Verona, con la Lazio facendosi infilare all’ultimo secondo. Per non parlare del Benevento: 1 punto in 2 partite e la sconfitta è venuta in casa.

Pirlo, da quando ha vestito i panni di Mister Juve, non ha mai schierato più di una volta la stessa formazione, come se fosse in continuo studio.

Il gioco di una noia mortale, dove la linea di difesa tocca il 70% dei palloni, non a caso è la squadra con più possesso palla in serie A.

Cristiano Ronaldo sembra non trovare posto in campo. Sempre lontano dall’area di rigore.
Chiunque gli giochi accanto, gioca male.

Kulusevsky non vale nemmeno 1/10 di quello che è stato pagato ma continuare a criticarlo, nonostante gli esperti ne dicano un gran bene, è come sparare sulla Croce Rossa.

Arthur, si capisce bene perché il Barca ha accettato lo scambio con Pianic. Non si è ancora visto fare un passaggio filtrante, ma lo abbiamo visto fare un passaggio orizzontale di 30 metri in area Juventina che ha portato in goal il Benevento.

Bentancur è la brutta copia di quello che Sarri aveva costruito l’anno scorso e Pirlo è riuscito a distruggere anche quello. Lo stesso Mckennie, già definito indispensabile in questa Juve, è un buon giocatore ma non da top club.

Insomma, nonostante la manifesta incapacità di Pirlo a gestire la panchina, nulla continua a cambiare.

CR7, con i suoi 770 goal in carriera, festeggiati proprio in bianconero, sembra ormai aver fatto il suo. Nonostante si ostini a battere calci di punizione malgrado ne abbia segnato uno solo da quando è in Italia, su 72 che ne ha tirati, nessuno può dirgli “non è cosa per te” e si continuano a sprecare potenziali occasioni che un piede più delicato, come quello di Bernardeschi o lo stesso Kulusevsky, o forse anche Arthur, potrebbe provare a tirare.

Dybala, che da quando non gioca, la Juve sembra anch’essa non giocare più, è ancora rotto, non si sa cosa abbia veramente di rotto ma la dirigenza non sembra voler mediare le sue richieste per il rinnovo del contratto. Risultato, l’unico fuoriclasse che ancora resta alla Juventus, è quasi pronto a lasciarla.

Ecco quindi servito il peggiore anno bianconero dai tempi di Maifredi.

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