Il mondo ipocrita degli anti-Juventini

Il mondo del calcio, quello italiano, sta attraversando giorni decisamente incandescenti. Da sabato sera infatti, dopo la scandalosa partita Cagliari Juventus, si è scatenata una vera e propria pioggia di insulti anti-juventini e critiche nei confronti del mondo bianconero tutto.

Cancro, tumore, marcio, corrotti, ladri e chi più ne ha, più ne metta.

La scintilla che ha accesso le polemiche è il risultato della partita, 2 a 0 a favore dei bianconeri, falsato da un rigore, netto, non dato a favore del Cagliari quando il risultato era sullo 0 a 1 per la Juve.

Il fallo di mano di Bernardeschi è evidente ma Calvarese, non avendo fischiato il penalty, si rifiuta di guardarsi il replay e lascia continuare.

Da qui, basta proclamarsi tifoso juventino in rete, per essere bersagliato dai peggiori insulti. C’è chi tira in ballo i Savoia, chi Totò Riina, la ‘ndrangheta, il cancro. Chi suggerisce di boicottaggio di tutti gli scontri con la Juventus, chi una coalizione tra tifoserie “almeno per una partita e farla finita con questo schifo”.

Il tutto per un errore arbitrale a favore della Juventus.

Ora sono tutti scatenati contro l’unica vera squadra capace di vincere lo scudetto 7 volte di seguito (6 già in bacheca e 1 in piena corsa per il titolo). La memoria però, funziona a senso unico o, forse, gli errori contro la Juventus sono leggittimati dal credito che ancora l’Italia immagina di vantare nei confronti dei bianconeri per le vicende di calciopoli.

Non si spiegherebbe altrimenti la disparità di giudizio per gli errori a favore, appunto, e gli errori contro i bianconeri.

Basti pensare alla partita contro il Genoa, al Marassi, seconda di campionato. Il VAR assegna un rigore al Genoa con il risultato già sul 1 a 0 per la squadra di casa ma il fallo si Galabinov avviene quando il giocatore è in netta posizione di fuorigioco. In questo caso, è addirittura il VAR e tutti i suoi giudici a sbagliare. Ma la Juve si rialza e vince 4 a 2.

Oppure all’altra partita eclatante, Udinese Juventus, quando sul 2 a 1 per la Juve, l’arbitro, e il VAR ovviamente, non vedono un rigore su Mandzukic che poi perde la calma e si fa espellere per doppia ammonizione. L’Udinese pareggia con colpo di testa di Danilo ma in posizione di fuorigioco. La partita poi finisce 6 a 2 per i bianconeri ma restano le decisioni dei giudici di gara da rivedere.

Il rigore non dato alla Juve in Juventus Lazio per il fallo di Patric su Bernardeschi.

Il Cagliari, che tanto piange oggi i punti lasciati ingiustamente sul suo campo contro la Juve, e che scrive letterine ridicole contro la Juventus, non ha certo protestato quando nemmeno il VAR vede il fallo da rigore per il Bologna per trattenuta di Ionita su Maietta.

Senza poi parlare del fallo di mano di Mertens sanzionabile con calcio di rigore a favore del Crotone quando il risultato era sul 1 a 0 per il Napoli.

Ora il calcio si indigna, critica, insulta, si lamenta della Juve, anzi, del sistema Juve che sarebbe corrotto, marcio, colluso. Qualcuno tira ancora in ballo la fantomatica storia di Eurovita e degli arbitri pagati dalla famiglia Agnelli.

Quando la Juve si lamentava dell’inefficacia del VAR, tutti criticavano perché era l’unica a lamentarsi e perché finalmente giustizia nel calcio italiano sarebbe stata fatta, anche a fronte degli errori contro i bianconeri.

Ora che qualche errore è stato fatto a favore della Juventus, statisticamente doveva accadere prima o poi, tutti piangono.

Gli Interisti, addirittura, citano calciopoli e la provata corruzione della Juventus, dimenticando che gli stessi reati, alla società nerazzurra, sono stati prescritti.

Alla fine, la Juventus continua ad essere la squadra da battere, e siccome ancora nessuno ha i mezzi per farlo in campo, è diventata la società da abbattere.

L’abbattimento mediatico è iniziato. Il calcio è diviso, ora più che mai, in Juventini e non Juventini. A campionato finito ci sarà solo un vincitore e solo un perdente. Più ipocriti di così ci sono solo i politici.

nio

Ideatore del blog, Juventino sfegatato, gli piace definirsi sportivo oltre ogni limite...

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